
BACENO - 26-7-2025 --A 48 anni suonati, con 1637 partite arbitrate alle spalle, Domenico Demichelis non solo non si ferma, ma rilancia: “Voglio arrivare a 2000. E sogno ancora una partita in Prima Categoria. So che non sarà facile, ma chissà… magari l’AIA mi farà un regalo”.
Domenico è nato a Premosello il 2 ottobre 1977, vive a Baceno ma è maserese nel cuore: “Masera è casa mia, lo sarà sempre. Ora vivo a Baceno con la mia compagna, Patrizia, che ha una pazienza infinita. Gli arbitri il sabato e la domenica non ci sono mai... e lei questo lo ha capito meglio di tutti”.
Ha cominciato a dirigere le partite a 27 anni, un esordio "tardivo", come lo definisce lui stesso: “È il mio unico rimpianto. Se avessi iniziato prima, forse sarei arrivato a livelli più alti. Ma non ho nulla da rimproverarmi, perché ogni partita l’ho vissuta con lo stesso entusiasmo”.
Oggi è l’arbitro con più partite arbitrate in Piemonte e, con tutta probabilità, tra i primi dieci in Italia. Il traguardo delle 2000 partite non è solo un’idea ambiziosa, ma un obiettivo calcolato: “Faccio tra le 60 e le 65 partite all’anno. Mancano circa 300 gare, quindi, se tengo il ritmo, posso farcela”.
Ma il segreto non è solo l’aritmetica: “Il fisico è fondamentale. Mi alleno tre volte alla settimana, corro tanto, soprattutto in salita. Le mie ‘palestra’ sono le salite di Montecrestese e Crodo. Non ci si improvvisa: ci vuole testa, disciplina, costanza. Fare vita da atleta, sempre”.
Il suo esordio? “Crevolese – Ramatese, categoria Giovanissimi. Me la ricordo bene, come tante altre. Ho buona memoria, forse anche perché nella vita faccio il postino. Ricordarsi le cose è parte del mio mestiere”.
Tra le 1637 partite, una ha lasciato un segno speciale: “Megolo – Maggiatese, 2003. Finì 4-4. Una partita pazza”.
Demichelis tiene a ringraziare chi gli è sempre stato accanto: “I miei genitori, Gianpiero e Vittoria, mi hanno sostenuto fin dall’inizio. E Patrizia, la mia compagna. Senza di loro, non avrei fatto tutta questa strada”.
E se la strada dell’arbitro non è tutta in discesa, lui non si è mai tirato indietro: “È sempre colpa dell’arbitro, lo sappiamo. Se una squadra perde, se un rigore non va giù, se qualcosa va storto... la colpa è nostra. Ma lo metti in conto. Quando scegli di fare l’arbitro, sai che ti prenderai critiche e insulti. Ma come si dice: le parole entrano da un orecchio e escono dall’altro. Ci vuole carattere. In campo può succedere di tutto, gli animi si accendono. L’importante è non perdere mai il controllo”.
Con il fischietto in mano, il passo allenato e il cuore a Masera, Domenico Demichelis continua a correre. Fino alla prossima partita. E, magari, fino a quella in Prima Categoria.


