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DOMODOSSOLA- 02-01-2021--Gli amici dell’Atletica Avis ossolana in un comunicato stampa, ricordano Davide Bolognini, l'amico scomparso tragicamente poche settimane fa: "Caro Davide,   è cominciato un nuovo anno, ma senza te. Siamo ancora increduli, tanto da confidare di vederti sbucare da dietro un angolo, col tuo stile di corsa unico, l’abbigliamento multicolor e l’immancabile bandana, così da poterti ancora dire, sorridendo: “Bolo, cambia stilista!”. Sarebbe bello vederti arrivare, col capello di lana grigio da pittore, indossato da te in modo originale, a bordo dell’immancabile pandino dove tanta era la confusione, tanto da smarrire e trovare di tutto. Quel pandino “fumante” col quale tornasti dalla maratona di Sanremo, improvvisandoti meccanico insieme a Claudia, che, se avesse corso, sarebbe tornata a Domo prima di te.     

Non amavi correre su discese tecniche. E ogni discesa, probabilmente anche un solo gradino, era per te una discesa tecnica. Ma amavi la compagnia, fare gruppo, e dovunque ti conducevano per un allenamento tu ci andavi, noncurante del “pericolo”, sebbene privo di senso dell’orientamento, tanto da perderti qualche volta, come a Macugnaga o su per il Calvario. E quando ti perdevi non eri mai solo, forse perché correre era importante, ma per te ancor più bello condividere qualcosa insieme. Anche perdersi.   Nello spogliatoio eri sempre l’ultimo a uscire. E anche quando eri uscito, buon ultimo, ci rientravi, perché qualcosa te lo eri dimenticato.

Conoscevamo il tuo impegno politico, le tue battaglie, i tuoi ideali di rispetto, onestà, legalità, solidarietà. Di sicuro quando arrivavi allo stadio ad allenarti, nella mente qualcosa stavi ancora rimuginando, tanto che a volte, dopo che il gruppo aveva stabilito il percorso da fare, tu partivi in direzione opposta.    Eri meticoloso negli allenamenti. Guai a saltarne uno. Non c’era meteo avverso o contrattempo che ti fermava. Una volta arrivasti al Curotti avendo dimenticato le scarpe da runner e corresti lo stesso, si sussurra unico nella storia, con i “piattoni” da passeggio. Ed eri rigoroso quando decidevi di metterti a dieta in preparazione a una gara, così mentre gli altri si concedevano qualche sgarro, e Monica ti guardava un poco perplessa, tu facevi loro il “pistolotto”. La vigilia della maratona di Firenze ordinasti un pollo al curry, ma dovendo stare leggero, chiedesti se era possibile senza curry. E guai se prima di una gara la colazione non era appropriata. Andavi in agitazione.  

Già, e chi si scorda l’agitazione prima di una gara. La cura nel vestiario, il pettorale che se non era per Monica non era mai dritto. E che bello abbracciarsi all'arrivo. E spesso arrivare insieme mano nella mano, aspettandosi reciprocamente a vicenda. Perché prima di ogni cosa eri un amico, un vero amico. E le gioie, le soddisfazioni le volevi condividere. Un grande amico, tanto da preoccuparti per gli allenamenti notturni invernali in solitaria in vista delle maratone. Invece di startene a casa al caldo, salivi sul pandino e seguivi chi si allenava dandogli un conforto, assicurandoti tornassero a casa sani e salvi.   Ricordiamo quando ti preparasti mesi con Loretta e Fabio per la maratona di Torino.

Questa venne annullata poco prima della partenza. Una delusione fortissima. Avessi potuto, saresti andato sino a Roma a fare un’interpellanza parlamentare.    Da grande amico la tua passione andava oltre la corsa: quante volte ci hai dispensato preziosi consigli di vita. Quante volte insieme abbiamo riso, sofferto, gioito, condiviso e accomunato i nostri sogni e ideali. Starti insieme ci dava un senso di pace, di futuro, di speranza. Di partecipazione, come avresti detto tu. Eri un uomo generoso. Quante volte lo hai dimostrato, con noi e nella vita. Temiamo di non averti ringraziato a sufficienza per il tuo prezioso aiuto, anche nell’organizzare le nostre gare.    Eri un amico sincero, testardo a volte, ma leale. Ci hai lasciato così, senza darci il permesso di replicare, senza poterci nuovamente sfidare, senza poter bere più la birra del dopo gara. Ci hai lasciati così Bolo. Senza più i selfie da spogliatoio dopo l'allenamento in pista. E con due pettorali, quelli per Milano e Torino 2021, ancora da correre. 

Soprattutto ci hai lasciati senza poterti dire che noi ti volevamo e ti vogliamo profondamente bene.  Ora ci piace immaginare tu stia discutendo con San Pietro sulla larghezza della maglia da corsa. E sappiamo chiuderai la discussione col tuo indimenticabile sorriso. Chissà se in paradiso avranno la misura giusta. Chissà se nella tua maratona tra le stelle avrai trovato la tua pace. Grazie Davide. Grazie grande, unico Bolo".

 

 

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